Glossario


  • Previsione di eventi meteorologici predisposta dal Gruppo tecnico meteo, adottate dal Dipartimento sull’intero territorio nazionale per le successive 72 ore, al fine di consentire alle aree di previsione meteorologica dei Centri Funzionali decentrati di produrre ed interpretare le proprie previsioni ad area limitata (a scala regionale e provinciale) e al Dipartimento di emettere un Bollettino di vigilanza meteorologica giornaliera nazionale.

  • Stima quantitativa dello scuotimento del terreno dovuto a un evento sismico, in una determinata area. La pericolosità sismica può essere analizzata con metodi deterministici, assumendo un determinato terremoto di riferimento, o con metodi probabilistici, nei quali le incertezze dovute alla grandezza, alla localizzazione e al tempo di occorrenza del terremoto sono esplicitamente considerati. Tale stima include le analisi di pericolosità sismica di base e di pericolosità sismica locale.

  • Attività che comprende la fase di previsione dell’evento, cioè la conoscenza tecnico-scientifica dei rischi di un territorio, e la fase della prevenzione, cioè la mitigazione dei rischi stessi. Il risultato sono i programmi di previsione e prevenzione che costituiscono il presupposto per la pianificazione d’emergenza, gestita dalle amministrazioni competenti per territorio.

  • Attività operative per verificare la capacità di intervento nel contesto della ricerca e del soccorso. Sono promosse e organizzate da ciascuna delle strutture operative del Servizio Nazionale di Protezione Civile tramite l’impiego delle proprie risorse in termini di uomini, mezzi e materiali.  

  • Termine generico attribuito a tutti i materiali frammentati emessi durante l’attività vulcanica esplosiva.

  • Attività diretta a determinare le cause dei fenomeni calamitosi, a individuare i rischi e a delimitare il territorio interessato dal rischio.

  • Attività volte ad evitare o ridurre al minimo la possibilità che si verifichino danni conseguenti ad un evento calamitoso e comprendono gli interventi strutturali e non strutturali quali la pianificazione di emergenza, le esercitazioni di protezione civile, la formazione e l’informazione alla popolazione.

  • Grandezze e relativi valori indicatori del probabile manifestarsi di prefigurati scenari d'evento, nonché dei conseguenti effetti sull'integrità della vita, dei beni, degli insediamenti e dell'ambiente, qualora non intervenga nessuna azione di contrasto e contenimento, ancorché temporanea e provvisoria, dell'evento stesso.

  • È il più semplice dei polimeri sintetici ed è il più comune fra le materie plastiche. Viene spesso indicato con la sigla "PE.

  • Dispositivo funzionale di selezione e trattamento sanitario delle vittime, localizzato ai margini esterni dell’area di sicurezza o in una zona centrale rispetto al fronte dell’evento. Può essere sia una struttura - tende, containers - sia un’area strutturata per radunare le vittime, concentrare le risorse di primo trattamento e organizzare l’evacuazione sanitaria dei feriti.

  • Un pit crater, letteralmente, cratere a pozzo, è un cratere molto profondo di forma circolare, che si è formato a causa del rapido collasso o di un lento sprofondamento del terreno. Questo, a sua volta, può essere dovuto al riassorbimento del magma sottostante che ne era il supporto.

  • Valore di velocità massima del suolo sottoposto all’azione sismica che caratterizza l’ampiezza del moto sismico alle frequenze intermedie. La grandezza indica il potenziale di danneggiamento delle strutture sensibili alle frequenze intermedie, come edifici alti o ponti.

  • Il più alto valore assoluto di spostamento del suolo registrato nel corso di un terremoto, necessario per caratterizzare l’ampiezza del moto sismico alle basse frequenze.

  • Valore di accelerazione massima del suolo misurata nel corso di un terremoto o attesa in un determinato sito. È una grandezza di significato analogo ad ag, ma che tiene conto dell’influenza degli eventuali effetti di amplificazione del moto sismico dovuti alle caratteristiche del sottosuolo o alla topografia.

  • Liquido infiammabile e denso, che si trova in alcuni giacimenti degli strati superiori della crosta terrestre. È composto da una miscela di vari idrocarburi.

  • Termine generico utilizzato per indicare tutte le sostanze capaci di controllare, limitare, respingere o distruggere gli organismi viventi (microrganismi, animali o vegetali) considerati come nocivi, o di contrastarne lo sviluppo.
    Il termine "pesticida" comprende oltre ai prodotti destinati alla protezione delle piante, anche i prodotti ad uso veterinario per proteggere gli animali domestici e da compagnia (ad esempio, il collare antipulci per cani).
     

  • Documento preparato dal gestore di uno stabilimento industriale a rischio di incidente rilevante per fronteggiare l’evento all’interno degli impianti. Il Pei prevede l’attivazione di squadre interne d’emergenza, con il concorso dei Vigili del Fuoco. Il gestore ha l’obbligo di informare le autorità dell’evento.

  • Documento ufficiale con cui l’autorità organizza la risposta di protezione civile per mitigare i danni di un incidente rilevante. Si basa sugli scenari che individuano le aree a rischio, cioè il territorio circostante uno stabilimento industriale dove, si presume, ricadano gli effetti dell’evento.

  • Complesso delle modalità che disciplinano la gestione del flusso delle informazioni tra i soggetti coinvolti nella gestione dell’emergenza, l’allertamento, l’attivazione e il coordinamento delle componenti e strutture operative del Servizio Nazionale di Protezione Civile.

  • Componente della pericolosità sismica dovuta alle caratteristiche locali (litostratigrafiche e morfologiche, v. anche effetti locali). Lo studio della pericolosità sismica locale è condotto a scala di dettaglio partendo dai risultati degli studi di pericolosità sismica di base (terremoto di riferimento) e analizzando i caratteri geologici, geomorfologici, geotecnici e geofisici del sito; permette di definire le amplificazioni locali e la possibilità di accadimento di fenomeni di instabilità del terreno. Il prodotto più importante di questo genere di studi è la carta di microzonazione sismica.

  • Componente della pericolosità sismica dovuta alle caratteristiche locali (litostratigrafiche e morfologiche, v. anche effetti locali). Lo studio della pericolosità sismica locale è condotto a scala di dettaglio partendo dai risultati degli studi di pericolosità sismica di base (terremoto di riferimento) e analizzando i caratteri geologici, geomorfologici, geotecnici e geofisici del sito; permette di definire le amplificazioni locali e la possibilità di accadimento di fenomeni di instabilità del terreno. Il prodotto più importante di questo genere di studi è la carta di microzonazione sismica.

  • Piano di emergenza redatto dai comuni per gestire adeguatamente un’emergenza ipotizzata nel proprio territorio, sulla base degli indirizzi regionali, come indicato dal DLgs. 112/1998. Tiene conto dei vari scenari di rischio considerati nei programmi di previsione e prevenzione stabiliti dai programmi e piani regionali.

  • Parti in cui, secondo la teoria della tettonica a placche, è suddivisa la crosta terrestre. Sono circa una dozzina le placche o zolle principali che compongono come in una sorta di puzzle la litosfera, con tessere in continuo movimento. Terremoti e attività vulcanica sono la manifestazione più evidente di questa vitalità del pianeta.

  • Una pandemia influenzale è un'epidemia di virus influenzale che si espande su scala mondiale e infetta una grande porzione della popolazione umana. A differenza delle regolari epidemie stagionali le pandemie avvengono irregolarmente.

  • Particolato, pulviscolo atmosferico, polveri sottili, polveri totali sospese (PTS), sono termini che identificano comunemente l'insieme delle sostanze sospese nell’aria (fibre, particelle carboniose, metalli,silice, inquinanti liquidi o solidi).

    Il particolato è l'inquinante oggi considerato di maggiore impatto nelle aree urbane, ed è composto datutte le particelle solide e liquide disperse nell'atmosfera, con un diametro che va da pochi nanometri,fino ai 500 micron e oltre (cioè da miliardesimi di metro a mezzo millimetro).

  • Elaborazione coordinata delle procedure operative d’intervento da attuarsi nel caso si preannunci e/o verifichi l’evento atteso contemplato in un apposito scenario di riferimento.

  • Probabilità che in una data area si verifichi un evento dannoso di una determinata intensità entro un determinato periodo di tempo, il tempo di ritorno. La pericolosità è funzione della frequenza dell’evento. In alcuni casi, ad esempio le alluvioni, è possibile stimare con un’approssimazione accettabile la probabilità che si verifichi un determinato evento entro il periodo di ritorno. In altri casi, come per alcuni tipi di frane, la stima è invece più difficile.

  • Strumento conoscitivo, normativo e tecnico-operativo, mediante il quale sono pianificate e programmate le azioni e le norme d’uso finalizzate alla conservazione, alla difesa, alla valorizzazione del suolo e all’utilizzazione delle acque, sulla base delle caratteristiche fisiche e ambientali del territorio.

  • Componente della pericolosità sismica dovuta alle caratteristiche sismologiche dell’area (tipo, dimensioni e profondità delle sorgenti sismiche, energia e frequenza dei terremoti). La pericolosità sismica di base calcola (generalmente in maniera probabilistica), per una certa regione e in un determinato periodo di tempo, i valori di parametri corrispondenti a prefissate probabilità di eccedenza. Tali parametri (velocità, accelerazione, intensità, ordinate spettrali) descrivono lo scuotimento prodotto dal terremoto in condizioni di suolo rigido e senza irregolarità morfologiche (terremoto di riferimento). La scala di studio è solitamente regionale. Una delle finalità di questi studi è la classificazione sismica a vasta scala del territorio, finalizzata alla programmazione delle attività di prevenzione e alla pianificazione dell’emergenza. Costituisce una base per la definizione del terremoto di riferimento per studi di microzonazione sismica.

  • Componente della pericolosità sismica dovuta alle caratteristiche sismologiche dell’area (tipo, dimensioni e profondità delle sorgenti sismiche, energia e frequenza dei terremoti). La pericolosità sismica di base calcola (generalmente in maniera probabilistica), per una certa regione e in un determinato periodo di tempo, i valori di parametri corrispondenti a prefissate probabilità di eccedenza. Tali parametri (velocità, accelerazione, intensità, ordinate spettrali) descrivono lo scuotimento prodotto dal terremoto in condizioni di suolo rigido e senza irregolarità morfologiche (terremoto di riferimento). La scala di studio è solitamente regionale. Una delle finalità di questi studi è la classificazione sismica a vasta scala del territorio, finalizzata alla programmazione delle attività di prevenzione e alla pianificazione dell’emergenza. Costituisce una base per la definizione del terremoto di riferimento per studi di microzonazione sismica.

  • Avviato nel 1995 a seguito della dichiarazione di Barcellona, il Processo di Barcellona, o partenariato euro-mediterraneo, costituisce la politica dell'Unione europea nei confronti dei paesi mediterranei.
    Il partenariato mira a rafforzare i legami fra l'Unione Europea e i Paesi partner, per favorire la pace e la stabilità nella regione e perseguire un dialogo politico nel rispetto dei valori comuni condivisi dalle varie parti, quali la democrazia e lo stato di diritto.